Brunella Torresin (con illustrazioni di Angelica Stefanelli), La misteriosa storia di Properzia scultrice, 88 pagine formato 18 x 12, Minerva, Argelato (Bo) 2024, euro 12,00.
“Properzia scultrice” sembra la definizione di un cruciverba … manca solo “sette lettere”.
È evidente come a Bologna, quando si dice Properzia – un nome già di per sé poco utilizzato – non si possa pensare ad altro che a Properzia de’ Rossi, rara figura di “scultora” vissuta nel XVI secolo
Il lavoro di Brunella Stefanelli, che si integra indispensabilmente con le belle illustrazioni di Angelica Toffanelli, è strutturato sotto forma di dialogo tra Properzia, personificatasi dal bassorilievo di Giuseppe e la moglie di Putifarre, e una bambina di nome Lea (un omaggio alla
Lea Martelli di Cinzia Ghigliano?), penetrata, non si sa come nel Museo della basilica di San Petronio in orario di chiusura.
A lei Properzia racconta in modo molto semplice e discorsivo la sua vita, il suo lavoro e la contemporaneità.
Nell’accomiatarsi, l’autrice si rivolge a quello che si rivela il suo pubblico, quello dei giovani lettori e lettrici, per poi indirizzarsi agli adulti; cambia il registro della narrazione che diventa quello della “storica dell’arte”. Inevitabile e doveroso il tributo al bellissimo libro Properzia de’ Rossi. Una scultrice nell’età di Carlo V scritto da Vera Fortunato e Irene Graziani per l’Editrice Compositori nel 2008.
Anche questo libro della coppia Torresin-Sefanelli può dirsi, nel suo genere, un esperimento riuscito, soprattutto per la sua originalità.
